Scongiuro contro il nazismo futuro

Gli abbiamo detto che la rabbia non è bene
Bisogna vincerla, bisogna fare pace
Ma che essere cattivi poi conviene
Più si grida, più si offende e più si piace
Gli abbiamo detto che bisogna andare a scuola
E che la scuola com’è non serve a niente
Gli abbiamo detto che la legge è una sola
Ma che le scappatoie sono tante
Gli abbiamo detto che tutto è intorno a loro
La vita è adesso, basta allungar la mano
Gli abbiamo detto che non c’è più lavoro
E quella mano la allungheranno invano
Gli abbiamo detto che se hai un capo griffato
Puoi baciare maschi e femmine a piacere
Gli abbiamo detto che se non sei sposato
Ci son diritti di cui non puoi godere
Gli abbiamo detto che l’aria è avvelenata
Perché tutti vanno in macchina al lavoro
Ma che la società sarà salvata
Se compreranno macchine anche loro
Gli abbiamo detto tutto, hanno capito tutto
Che il nostro mondo è splendido
Che il loro mondo è brutto
Bene: non c’è bisogno di indovini
Per sapere che arriverà il futuro
Speriamo che la rabbia dei bambini
Non ci presenti un conto troppo duro

da Rime di rabbia di Bruno Tognolini, Salani Editore

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Capodanno

Filastrocca di Capodanno
fammi gli auguri per tutto l’anno:

voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile,

voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera,

voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco,

che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.

Se voglio troppo non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.

Gianni Rodari (da Filastrocche in cielo e in terra, ed. Einaudi)

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Domenica al Pincio

una delle Filastrocche a bocca piena, di Massimiliano Maiucchi e Giulia Fiorino, edito da Sinnos.

Domenica al Pincio
Conosco una bambina
di nome Elisabetta,
che mangia cioccolata
e parte a tavoletta:
se mangia cioccolata
con dentro un po’ di latte,
inizia la mattina
a correre in ciabatte.
Se mangia con le amiche
la cioccolata amara,
dal punto di partenza
iniziano la gara.
Se mangia cioccolata
di quella assai fondente,
lei parte a tutta birra
e non la ferma niente.
Se mangia un pezzettino
di cioccolata bianca,
lei corre tutto il giorno
però non è mai stanca.
Se mangia cioccolata
con dentro noccioline,
arriva sgranocchiando
alla parola
……………………………..

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Il mare nelle parole

SvettaCivetta è stata a Napoli per seguire il convegno “Il potere del potenziale”.
Ha riportato tanti spunti sul tema della contrainte
e questa bella creazione di Raffaele Aragona tratta dalla raccolta Napoli potenziale.

Napoli città  d i m a r e di luce e di fuoco
Napoli città  d’a m a r e con tutta l’anima
Napoli città  d i m i r e lontane, di sogni sognati
Napoli città  d’a m o r e e odio
Napoli città  d i m e r e bellezze e complesse esistenze
Napoli città  d a m a r e e da sole baciata
Napoli città  d i m o r i e di svevi, spagnoli e francesi
Napoli città  d’a m o r i e passioni
Napoli città  d’u m o r i viscerali
Napoli città  d’a m a r e e sofferte vicende
Napoli città  d i m o r a amena e ridente
Napoli città  d’a m a r a storia segnata
Napoli città  d’e m i r i fasulli
Napoli città  d’a m a r i ricordi e di forti radici
Napoli città  d i m u r a antiche e splendide fortezze
Napoli città  d’a m a r o sapore di rabbia
Napoli città  d i m o r e e di bionde, di femmine belle
Napoli città  d’O m e r o e di Virgilio.

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L’aria

L’aria e’ fiato, soffio e brezza
sulle guance ti accarezza.
L’aria gonfia, svela, spinge
con le nuvole dipinge
fischia e schiocca tra le fionde
si riposa sulle onde.
Chiara Carminati

da”Poesie per aria”, Ed.Topipittori, 2009

Nebbie e cieli di cristallo, brezze e tempeste, geli stellati e notti tranquillissime di luna. Una raccolta di poesie per cantare la bellezza del mondo, fatta di fenomeni grandiosi e movimenti minimi, silenzi interminabili e fragori assordanti, ritmi lenti e melodie rapidissime. Per grandi e piccoli lettori, con la leggerezza di una carta velina. Illustrazioni di Clementina Mingozzi.

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Tre cicchi di moca

per gentile concessione delle edizioni Lapis,
pubblichiamo una delle filastrocche di Toti Scialoja, dal libro Tre cicchi di moca, a cura di Teresa Buongiorno

Una civetta di Civitavecchia
guarda la luna che in mar si specchia.
Di luna piena ce n’entra parecchia
negli occhi tondi di questa civetta.

Toti Scialoja (Roma, 1914 – 1998) è stato un importante pittore, oltre che poeta, critico d’arte, scenografo e autore per il teatro e per la tv. Ha soggiornato e lavorato a Parigi e New York, ha tenuto numerose mostre in Italia e all’estero, ha insegnato scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma.
Ha cominciato a scrivere poesie, nel 1961, per i suoi nipotini, illustrandole di sua mano.

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Filastrocca della foglia che cade

da Filastrocche di come quando si cammina piano, di Antonio Catalano (edizioni Titivillus)


E cade la foglia
Che non ha voglia
E Giovanni Miraglia
Rimane sulla soglia
A osservare volentieri
La foglia caduta ieri

E cade la foglia
Che non ha voglia
E cadendo per forza rimbalza
Sulla grossa panza
Del Sig. Michele Lanza.

E cade la foglia
Che non ha voglia
E se proprio deve cadere
Va a finire sul sedere
Di Michelangelo il portiere.

E cade la foglia
Senza voglia
E cade tristemente
Ma d’autunno chi la sente?

E cade la foglia
E non ha voglia
La foglia che sulla soglia di ieri
triste rimbalza
Mentre il tempo avanza.

Antonio Catalano nasce a Potenza nel 1950. Vive su una collina del Monferato dove suona il bombardino e crea storie, filastrocche, pitture, sculture, armadi sensibili, giostre, padiglioni delle meraviglie che porta in giro per il mondo, dedicando tutto il suo lavoro all’infanzia, “quel dono che anche i bambini possono avere”.
Ha pubblicato diversi libri, tra cui Universi con gli occhi chiusi, Facce (Kellerman), Universi Sensibili, Diario di viaggio negli universi sensibili (Titivillus), Diario di una cicala, Diario di un coccodrillo (La bibbia dei semplici).

Visita il sito degli Universi Sensibili>


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Monovocalismo

Un intero testo viene scritto (o “tradotto”) utilizzando una sola delle cinque vocali.

Spilli smilzi
dritti
simil birilli

Pomodoro odoroso,
grosso polposo;
pomodoro rotondo,
rosso, lo sgrondo.
Lo scotto, lo spolpo, lo bollo;
oh pomodoro!
Oh nostro onor!

Cara madama,
la salsa tartara
vada acclamata
adatta all’anatra,
anatra al sal;
la salsa tartara
ha la fragranza
da far sballar.

I mirtilli!
Zitti, zitti:
in cibi finissimi,
in cibi primissimi,
in cibi incisivi,
pigli i mirtilli,
li ficchi lì.

da “Oplepiana – Dizionario di Letteratura Potenziale” a cura di Raffaele Aragona – ed. Zanichelli

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L’ago di Garda

C’era una volta un lago, e uno scolaro
un po’ somaro, un po’ mago,
con un piccolo apostrofo
lo trasformò in un ago.
<<Oh, guarda, guarda -
la gente diceva
- l’ago di Garda! >>
<<Un ago importante:
è segnato perfino sull’atlante>>.
<<Dicono che è pescoso.
Il fatto è misterioso:
dove saranno i pesci; nella cruna?>>
<<E dove si specchierà la luna? >>
<<Sulla punta si pungerà,
si farà male… >>
<<Ho letto che ci naviga un battello >>.
<<Sarà piuttosto un ditale >>.
Da tante ciritiche punto sul vivo
mago distratto cancellò l’errore,
lo fece con tanta furia
che, per colmo d’ingiuria,
si rovesciò l’inchiostro
formando un lago nero e senza apostrofo.

Gianni Rodari (da Filastrocche in cielo e il terra, ed. Einaudi)

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I Draghi locopei

Nel 1986 l’editore Einaudi pubblica “I Draghi locopei” di Ersilia Zamponi. Il titolo è l’anagramma della frase GIOCHI DI PAROLE.
Proprio questo vogliamo fare nelle librerie che aderiranno: costruire con i bambini (e con tutti quelli che hanno voglia di giocare con le parole) anagrammi, filastrocche, indovinelli, ma anche acrostici, tautogrammi, sciarade, rigrafia e testi monoconsonantici o monovocalistici.
Ci aiuteranno il vocabolario della lingua italiana e il dizionario dei sinonimi e contrari.
Per comiciare:

Il prato, di Gianni Rodari (da  Filastrocche per tutto l’anno – ed. Einaudi)

Ho visto un prato verde verde verde,
coperto d’erba verde verde verde,
nel prato c’era un albero verde verde verde,
sull’alberto c’era un nido verde verde verde,
e nel nido un uccellino verde verde verde
aveva fatto un uovo bianco bianco bianco.

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