Consigli da un’ex libraia: “Non dire notte” di Amos Oz

Non dire notte è un libro “minore, intimo, una musica da camera” – dice Amos Oz in una recente intervista – “Non è esplicitamente un romanzo politico: non tratta del destino del popolo ebraico, di coloni, di guerra, di Mossad o di conflitto israelo-palestinese, bensì dell’Israele che non appare alla Cnn. È un libro che parla d’amore, gelosia, passione, morte. Di gente che vuole fare qualcosa di buono, fare del bene – tema molto raro in letteratura – e poco importa se lo fa in piccolo”, in un paese sperduto nel deserto.”

Lo scrittore israeliano si muove nei suoi spazi dominati dalla sabbia, in una cittadina alle soglie del deserto del Negev, Tel Kedar. Con le sue strade polverose, la sua monocromia che neanche qualche fiore di buganvillea scampato al deserto riesce a spezzare, la  multiculturalità, l’immobilità delle sue consuetudini, l’aspirazione alla modernità, Tel Kedar assiste a una costante lotta  tra sabbia e vento.

Read more…

Share

Consigli da un’ex libraia: Leggere Lolita a Teheran

Leggere Lolita a Teheran  è un romanzo polifonico, sequenziale, fotografico. Azar Nafisi ci fa rivivere gli anni Ottanta a Teheran durante la Repubblica islamica di Komehini, anni segnati da gravi ingiustizie, divieti severi e diffuse violenze. In un momento in cui il potere offusca le coscienze e le opprime, Azar le risveglia, insegnando all’università proprio quegli autori dell’Occidente che l’Islam di Komehini tanto condanna: Nabokov, Fitzgerald, James, Austen.

La letteratura assume un potere salvifico perché ogni opera narrativa ha al suo interno una rivolta, dal momento che la curiosità e l’immaginazione sono, già di per sé, insubordinazione. Durante un seminario segreto con poche allieve scelte, tenuto nel suo salotto,  Azar ci mostra il mondo femminile dietro al velo, i colori vivaci, le acconciature, la forma dei visi, le differenze. Un mondo fatto di intimità, dolci consuetudini, piccoli rituali che nascono fra allieve e professoressa. Ci mostra esperienze, gioie, dolori, ma soprattutto il grande coraggio di continuare a lottare, pure semplicemente leggendo nei romanzi l’esperienza sensoriale di altri mondi.

In questo modo Azar ci mostra il lato vulnerabile del regime: il fatto che non può uccidere l’immaginazione e può nascondere il corpo della donna, ma non la sua intelligenza e la sua determinazione. Un vero esempio d’amore per la letteratura e per la vita.

Estratto:

” Un romanzo non è un’allegoria ” dissi verso la fine della lezione. ” E’ l’esperienza sensoriale di un altro mondo. Se non entrate in quel mondo, se non trattenete respiro insieme i personaggi, se non vi lasciate coinvolgere nel loro destino, non arriverete mai a identificarvi con loro, non arriverete mai al cuore del libro. È così che si legge un romanzo: come se fosse qualcosa da inalare, da tenere nei polmoni. Dunque, cominciate a respirare. Ricordate solo questo. È tutto; potete andare “.
(Da Leggere Lolita a Teheran. Adelphi, 2004)

Scheda:

Leggere Lolita a Teheran

gli Adelphi

traduzione di Roberto Serrai

2004 , 6ª ediz.

pp.  379

Per approfondire:

Intervistra all’autrice

Curiosità

Biografia dell’autrice

Flavia Castelli

Share

BENVENUTO NELLA PAGINA DELLA LIBRERIA

Questa è la pagina che ciascuna libreria può personalizzare inserendo articoli, notizie, foto o video. Le attività di promozione della lettura programmate dalla libreria (e contrassegnate dalla categoria EVENTI) andranno ad inserirsi automaticamente nel CALENDARIO EVENTI nella home page. Anche le fotografie inserite nella pagina della libreria saranno visibili nella home page, nello spazio PHOTO GALLERY.

Share