Consigli da un’ex libraia: Viaggiatore del tempo

I mezzi pubblici sono sempre più affollati, alla fermata si passano parecchi minuti ad aspettare e, se siamo fortunati, c’è una pensilina con un mini sedile che la maggior parte delle volte si dimostra un precario punto d’appoggio. Altrimenti stiamo semplicemente in piedi, esposti ai capricci del clima. Una volta saliti, se non si ha la fortuna di trovare un sedile libero, si deve stare in piedi, appesi e dondolanti. Si ha una sola mano libera per tenere in mano il libro e si è distratti spesso da urti e telefonate in diretta urlate al cellulare.

Insomma, la condizione del lettore-viaggiatore è quanto mai scomoda. Ma c’è da dire che il libro ci distrae piacevolmente dalle pessime condizioni di viaggio in cui siamo costretti a ogni giorno a trascinarci. Però bisogna scegliere bene. Direi che il punto principale è che si tratti di un tascabile, o comunque un volume leggero e che stia in una borsa. Sfido chiunque a portarsi dietro una delle ultime novità, con copertina rigida, 400 pagine di carta pesante e tenerlo con una mano per un tempo indefinibilmente lungo. No, quelli sono libri da poltrona con i braccioli, silenzio di casa propria e magari una bella tazza di tè. Stipati sul 14 in partenza da Termini si deve essere più saggi. Il punto primo è definito: libro maneggevole.

Passando al punto due, sarei meno categorica, ci sono più alternative e la prima, di cui parlerò oggi,  è raccolta di racconti. I racconti ci danno maggiori opportunità di concentrazione, si infilano meglio di un romanzo o un saggio fra uno squillo di cellulare e una gomitata fra le costole, fra una frenata azzardata e l’ingresso di una comitiva di ragazzini vocianti. Scandiscono bene il tempo del viaggio e della lettura. Ora sto leggendo una raccolta di racconti, e per la precisione “Viaggiatore del tempo”, pubblicata nel 1988 da Ray Bradbury.

Il nome dell’autore porta alla memoria ben altri titoli meritevoli, ma uno scrittore così è una garanzia, e anche chi non ama particolarmente la fantascienza non può che apprezzarlo per la capacità evocativa delle scene e l’originalità. Comunque, chi non ama la fantascienza legga lo stesso il “Viaggiatore del tempo” perché non vi troverà robot o astronavi, alieni o atmosfere allucinanti.

Nei ventitrè racconti, di questo volume, molto diversi in quanto a genere, storia e ambientazione, troviamo una realtà che si affaccia sul mistero con naturalezza. Gli elementi fantastici si manifestano su scene di vita quotidiana: una lite fra amanti, un amore sfiorato, un viaggio in treno, una sera al circo, e ne aumentano le prospettive, le vie d’uscita.

Grazie al libro, il viaggio si addolcirà di fantasia e sorpresa e non alzerete gli occhi dalla pagina finché non arriverà la vostra fermata. Attenti al gradino…

Scheda:

Titolo: Viaggiatore del tempo (The Toynbee convector).

Scrittore: Ray Bradbury.

Genere: racconti, fantastico.

Editore: Mondadori.

Anno: 1988.

Biografia dell’autore

Flavia Castelli

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