Io e Oscar Wilde

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o e Oscar Wilde (Oscar Wilde and Myself, Londra, 1914 ) è una pungente autobiografia volta a smantellare le pesanti accuse mosse contro di lui da Oscar Wilde nel De Profundis e a contrastare la strumentalizzazione di queste accuse da parte dei biografi di Wilde.

Verso la fine della sua detenzione, Wilde scrive a Douglas una lunga lettera che passa alla storia con il titolo De Profundis, in cui espone al suo pupillo le tappe della loro “malaugurata e deprecabile amicizia”, che ha condotto il poeta alla rovina. La lettera viene consegnata da Wilde a Robert Ross, suo amico ed esecutore letterario, il quale la trasmette a Lord Alfred Douglas, che la getta nel fuoco. Ma Ross, su indicazione di Wilde, l’ha fatta copiare e la pubblica, depurata di tutti i riferimenti personali a Bosie, nel 1905, a cinque anni dalla scomparsa dell’autore. Quando Lord Alfred Douglas querela Ransome, biografo di Wilde, il quale nel suo Oscar Wilde, a critical study (1912) sostiene che Bosie sia stato il responsabile della caduta di Wilde, Ross rende nota alla corte la restante parte del De Profundis, in cui Wilde individua in Lord Alfred Douglas la causa della sua disgrazia.
La replica di Lord Alfred Douglas al De Profundis è acuta e raffinata. Douglas coglie molti dei difetti di Wilde, ma li ingigantisce cercando inutilmente di offuscare l’impareggiabile valore del suo mèntore. In quanto poeta, Lord Alfred ha i mezzi per giudicare la produzione e lo stile di Wilde; in quanto aristocratico, è in grado di stimare il rilievo di Wilde nella vita di società; ma soprattutto Douglas ha trascorso con Wilde gli anni cruciali della vita di quest’ultimo e, sparse tra futilità e menzogne, in queste pagine si possono trovare notevoli informazioni di prima mano sulla vita di Oscar Wilde. Nel tentativo di screditare l’opera di Wilde, Douglas passa in rassegna tutta la produzione dello scrittore irlandese e ottiene esattamente l’effetto contrario a quello sperato. Anziché promuovere l’impressione di un autore dispersivo e discontinuo, dipinge il ritratto di un artista versatile, eclettico, che ha scritto poesie, sonetti, ballate, racconti, romanzi, commedie, saggi e conferenze e in tutti questi generi ha mietuto successi.
Gli articoli in appendice, oltre a fornire dettagli sugli ultimi anni di vita del celebre drammaturgo, completano il quadro dell’atteggiamento psicologico di Lord Alfred Douglas nei confronti della disgrazia di Wilde.
Inoltre il volume contiene le lettere inedite che Wilde scrisse dal carcere a Douglas dichiarando ai posteri l’amore che ha provato per lui.

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